Le perdite subite dai due formaggi piu' famosi d'Italia – sottolinea la Coldiretti – fanno salire notevolmente il conto dei danni nel settore agroalimentare, stimati dalla Coldiretti in 200 milioni di euro se si tiene conto anche di crolli e lesioni degli edifici rurali (case, stalle, fienili e serre), danni ai macchinari e perdita degli animali sotto le macerie, come a Massafinalese nell'azienda Veronesi dove sono morti oltre 100 maiali.
La Coldiretti chiede una moratoria fiscale e previdenziale a partire dall'Imu per le aziende dei territori interessati dal sisma.
Duramente colpiti per il Parmigiano Reggiano i magazzini delle aziende Albalat di Albareto e La Cappelletta di S. Posidonio, entrambe in provincia di Modena, e dell'azienda Caretti a San Giovanni in Persiceto (Bologna). Ad essere rovinate – precisa la Coldiretti – sono soprattutto le forme fresche (sei mesi di stagionatura) ormai irrimediabilmente danneggiate, ma il bilancio – sottolinea la Coldiretti – è aggravato anche dalla difficile individuazione di nuove strutture per la stagionatura delle forme rimaste integre. Le forme irrecuperabili – conclude la Coldiretti – saranno destinate alla fusione con perdite economiche enormi se si tiene conto che il prezzo medio al consumo in Italia del Parmigiano Reggiano si attesta sui 15,3 euro al chilo e che le 3,3 milioni di forme prodotte in un anno hanno un peso medio di 40 chili.