Perche' Hitler odiava gli ebrei
Fonte: Boorp
Pubblicato il: 15/02/2019
Categoria: CULTURA
Perche' Hitler odiava gli ebrei? Sicuramente avrete visto tutti almeno un film che parla dell' Olocausto e avrete notato che in tutte queste ricostruzioni cinematografiche, o almeno nelle più popolari, manca sempre la prima parte del racconto, ovvero che cosa ha spinto Hitler e i suoi aguzzini ad odiare gli ebrei in maniera così viscerale, tanto da pianificarne lo sterminio totale noto come soluzione finale?.

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Il motivo principale di questa dimenticanza è il non voler fornire quei forti agganci motivazionali alle moderne forme di razzismo, in quanto se hanno funzionato una volta potrebbero trovare terreno fertile nelle menti più violente, e fondamentalmente ignoranti, dei nostri tempi.

E quindi la questione rimane aperta: perche' Hitler odiava gli ebrei?

In estrema sintesi ecco le motivazioni, elencate da quelle storicamente più accreditate alle più improbabili e leggendarie.

Agli inizi del '900 c'era la convinzione politica che la presenza di un nemico comune da combattere costituisse un collante sociale più forte dei credo religiosi. La Germania usci letteralmente a pezzi dalla prima guerra mondiale e Hitler intuì subito che per ricompattare il popolo tedesco, e rimettere in piedi il Paese, era necessario prima di tutto fornirgli un capro espiatorio, facile da accusare e da perseguitare e che si facesse carico, suo malgrado, di tutte le disgrazie della Germania; dai problemi economici alla depressione sociale dilagante.

Gli ebrei vennero accusati praticamente di tutto attraverso un'opera di propaganda violenta, diretta ed estremamente efficace.
Gli ebrei, secondo Hitler e il suo partito, erano la causa prima dello sfacelo economico della Germania per via della loro presunta storica propensione allo strozzinaggio. Gli ebrei, sempre secondo la propaganda nazista, erano ricchi mentre i tedeschi erano poveri. Le ricchezze degli ebrei erano illegali e la loro avidità era una delle cause prime della povertà del popolo tedesco.


Gli ebrei, sempre secondo Hitler, erano accusati di essere una razza che mirava al controllo economico del mondo. Secondo loro l'umanità era stata creata da Dio per essere al loro servizio, in quanto si ritenevano una sorta di popolo eletto.

Ma Hitler andò anche oltre, identificando gli ebrei come una sottorazza umana molto pericolosa e subdola con la quale era necessario evitare in tutti i modi di accoppiarsi per non inquinare in qualche modo il sangue delle razze più pure, come quella ariana.

Proprio la propaganda sulla razza ottenne i risultati migliori, permettendo la costruzione dei campi di sterminio ed il freddo ed impietoso annientamento programmato di questi signori colpevoli di ogni problema della società dell'epoca.

Il tutto avvenne con il tacito consenso della popolazione completamente ipnotizzata dal suo carismatico leader e sollevata dall'avere trovato finalmente la causa prima di tutte le problematiche della Germania.

A rendere più forti le convinzioni del Furer dobbiamo affiancare a queste motivazioni sostanzialmente politiche, anche le seguenti motivazioni personali che traspaiono dalla sua biografia ma che gli accademici tendono a prendere con le pinze.

La nonna di Hitler da parte di padre avrebbe avuto una relazione clandestina con un membro della famiglia ebraica presso cui lavorava come domestica e da quella relazione sarebbe nato Alois Hitler, ovvero proprio il papà di Adolf.

Hitler odiava il padre, manesco e alcolista, e nella sua mente di ragazzo iniziò ad insinuarsi l'idea che le debolezze del genitore fossero dovute alla sua mescolanza genetica con probabile il nonno ebreo.

La nonna di Adolf, che di cognome faceva Schicklgruber, sarebbe stata in realtà un'ebrea convertita. Schicklgruber, infatti, era un cognome comune tra gli ebrei resi cittadini austriaci dall'imperatrice Maria Teresa previa la conversione alla religione cattolica.


Durante il suo soggiorno a Vienna sembra che Hitler avesse contratto la sifilide dopo aver avuto un rapporto sessuale con una prostituta ebrea.

Inoltre Hitler accusò il medico ebreo, che aveva in cura la madre Klara, di averne causato la morte per incompetenza.

La domanda che sorge spontanea è ''ma come è stato possibile che un gruppo di violenti visionari abbiano potuto pianificare uno sterminio del genere senza che nessuno della popolazione tedesca abbia mosso un dito, e quindi nell'indifferenza generale di tutti?''.

La questione dell' indifferenza nei confronti di una razza alla quale sentiamo di non appartenere non è poi così strana: chiediamoci con onestà come ci sentiamo quando un barcone di immigrati si ribalta e centinaia di persone muoiono affogate in mare mentre tentano da fuggire dagli inferni da cui provengono.

Siamo sinceramente dispiaciuti o la cosa ci lascia del tutto indifferenti?


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