Uno Studio Scientifico Smonta la Teoria Antropica del Cambiamento Climatico

Fonte: Boorp
Pubblicato il: 12/06/2024
Categoria: SCIENZA
Come evidenzia il grafico nell'immagine di copertina, picchi di calore come quello che stiamo vivendo ci sono sempre stati nella storia del nostro pianeta. Arrivano a cicli più e meno regolari e sono seguiti interminabili e freddissime ere glaciali. Se non fosse troppo blasfemo dirlo, sarebbe addirittura da ringraziare di vivere durante un periodo di caldo perché tutto sommato ...

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... l'alternativa avrebbe conseguenze ben peggiori. Viene spontaneo chiedersi: ma l'ultimo picco di calore, quello di 100.000 anni fa circa, sarà stato risolto anche lui con auto elettriche, grilli da mangiare, carne finta e cappottini sulle case? Battute a parte vediamo in cosa consiste questo studio, che è l'autore e che prove porta a carico della sua tesi.

Il grafico qui sopra è ricavato da questo studio scientifico del 2005 che mette, per l'appunto, in discussione la tesi che le attività umane siano la causa principale dell'aumento di temperatura della Terra nel nostro Pianeta.

Cliccando il link qui sopra potete scaricarvi il PDF in inglese e leggervelo, sono 17 paginette. Oppure potete leggere un breve condensato che abbiamo preparato per voi qui sotto:


Riassunto del documento ''Celestial Climate Driver: A Perspective from Four Billion Years of the Carbon Cycle'' di Jan Veizer


L'articolo discute l'ipotesi che le variazioni climatiche della Terra siano influenzate principalmente da fattori extraterrestri, in particolare dal flusso di raggi cosmici (CRF) modulato dall'attività solare. Questa visione contrasta con l'interpretazione predominante che attribuisce ai gas serra, soprattutto al diossido di carbonio (CO2), il ruolo principale nel riscaldamento globale.


Punti Chiave


Modello Standard del Clima:
L'IPCC sostiene che i gas serra sono i principali responsabili delle variazioni climatiche.
Le proiezioni indicano un aumento della temperatura globale tra 1,5 e 5,8°C entro il 2100.

Ipotesi Alternativa:
Recenti osservazioni empiriche suggeriscono che il sole possa essere il principale motore del clima.
Le variazioni di CO2 atmosferico e di attività solare da sole non possono spiegare l'incremento di temperatura osservato negli ultimi cento anni (~0,6°C).

Amplificatore Necessario:
Nei modelli climatici tradizionali, l'aumento di temperatura è attribuito al ''feedback positivo del vapore acqueo''.
Nell'ipotesi alternativa, il flusso di raggi cosmici (CRF) potrebbe generare nuclei di condensazione delle nuvole (CCN), che riflettono l'energia solare, raffreddando il clima.

Variabilità Solare e CRF:
L'intensità del CRF dipende dal campo magnetico solare e terrestre, che agiscono come scudi contro i raggi cosmici.
I raggi cosmici generano nuclidi cosmogenici come berillio-10 e carbonio-14, che possono essere usati come proxy per l'attività solare.

Prove Empiriche:
Esistono correlazioni tra i registri climatici e l'attività solare/cosmica, con prove che suggeriscono che i fenomeni extraterrestri possano influenzare la variabilità climatica.
Il flusso di radiazioni solari totali (TSI) può spiegare l'80% della variazione della temperatura centennale.
Meccanismi di Influenza Solare sul Clima:

Possibili percorsi includono la chimica della stratosfera (ad esempio, ozono) e la copertura nuvolosa modulata dal CRF.
La teoria favorisce l'ipotesi che un aumento del TSI non solo incrementi il flusso di energia termica ma anche intensifichi il vento solare, riducendo il CRF e diminuendo la copertura nuvolosa, riscaldando il clima.

L'articolo suggerisce che i fenomeni celesti, inclusa l'attività solare e il flusso di raggi cosmici, potrebbero essere responsabili di una parte significativa della variabilità climatica della Terra. Questa prospettiva sfida l'interpretazione predominante del ruolo dei gas serra e propone la necessità di ulteriori ricerche per comprendere meglio i meccanismi complessi che governano il clima terrestre.



Chi è l'autore e su cosa basa la sua tesi


Nome Completo:Jan Veizer

Nazionalità: Canadese di origine slovacca

Formazione:
Dottorato di Ricerca (Ph.D.) in Scienze Geologiche presso la McMaster University, Canada.

Carriera Accademica:
- Professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Ottawa, Canada.
- Professore Emerito presso l'Università di Ottawa.
- Ricercatore presso l'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research in Germania.
- Cattedra di ricerca in Geologia presso l'Università di Bochum in Germania.

Aree di Ricerca:
- Specializzato in geochimica, paleoclimatologia, cicli biogeochimici, e l'influenza delle variabili astronomiche sul clima terrestre.
- Ha condotto ricerche pionieristiche sull'uso degli isotopi stabili per ricostruire le condizioni climatiche e ambientali del passato.
- Interesse particolare nel ruolo del carbonio nel ciclo biogeochimico e la sua interazione con il clima nel corso di miliardi di anni.

Contributi Significativi:
- Ha pubblicato numerosi articoli scientifici su riviste di alto impatto, contribuendo significativamente alla comprensione dei cicli climatici e dei meccanismi di regolazione del clima terrestre.
- È noto per la sua ipotesi riguardante l'influenza dei raggi cosmici e dell'attività solare sulle variazioni climatiche della Terra.

Riconoscimenti e Premi:
- Medaglia Killam per il suo eccezionale contributo alla scienza.
- Medaglia Logan dalla Geological Association of Canada, uno dei più alti riconoscimenti nel campo delle scienze geologiche in Canada.
- Medaglia EGU Milutin Milankovitch per la sua ricerca sul clima a lungo termine e la geochimica degli isotopi.

Collaborazioni:
Ha collaborato con istituti di ricerca di fama mondiale e ha contribuito a progetti internazionali in paleoclimatologia e geochimica.

Jan Veizer è riconosciuto come uno dei principali esperti nel suo campo, con una carriera dedicata a esplorare i complessi meccanismi che regolano il clima terrestre attraverso l'analisi dei cicli biogeochimici e l'influenza delle variabili astronomiche.



Prove Considerate nello Studio


Variabilità Solare e Raggi Cosmici:
Proxy Cosmogenici: L'uso di nuclidi cosmogenici come il berillio-10 (10Be) e il carbonio-14 (14C) per ricostruire l'attività solare e il flusso di raggi cosmici (CRF). Questi proxy sono generati dai raggi cosmici che interagiscono con l'atmosfera terrestre.

Correlazioni Empiriche: Studi che mostrano una correlazione tra le variazioni nei registri climatici e i livelli di attività solare e CRF.

Cicli Glaciali e Interglaciali:
Analisi dei cicli glaciali e interglaciali, dove si osservano variazioni climatiche che corrispondono a cambiamenti nell'attività solare e nei flussi di CRF.

Modelli Climatici Alternativi:
Simulazioni e modelli climatici che incorporano il CRF come fattore significativo nella formazione delle nuvole e nella regolazione della temperatura globale.
Evidenze che mostrano che il CRF può aumentare la formazione di nuclei di condensazione delle nuvole (CCN), che portano a una maggiore copertura nuvolosa e al raffreddamento del clima.

Registri di Isotopi Stabili:
L'uso di isotopi stabili come l'ossigeno-18 (d18O) e il carbonio-13 (d13C) nei sedimenti marini e nelle carote di ghiaccio per tracciare le variazioni climatiche nel corso di milioni di anni.
Questi dati isotopici forniscono informazioni sulle temperature passate e sulle condizioni climatiche globali.

Effetti Climatici delle Eruzioni Vulcaniche:
Studio degli effetti delle eruzioni vulcaniche sul clima terrestre e la loro interazione con l'attività solare.
Le eruzioni vulcaniche possono influenzare temporaneamente il clima, ma le variazioni a lungo termine sono più strettamente correlate all'attività solare e ai CRF.

Prove Geologiche e Paleoclimatiche:
Analisi delle formazioni geologiche e dei dati paleoclimatici che mostrano cicli climatici correlati a variabili astronomiche come i cicli di Milankovitch (variazioni orbitali della Terra).

Conclusioni dello Studio:
L'autore conclude che i dati empirici e le correlazioni tra l'attività solare, il flusso di raggi cosmici e le variazioni climatiche suggeriscono fortemente che i fattori celesti, piuttosto che i gas serra come il CO2, possono essere i principali motori del cambiamento climatico a lungo termine. Questi risultati sollecitano un ripensamento dei modelli climatici attuali e un'ulteriore ricerca per comprendere meglio l'influenza degli agenti extraterrestri sul clima terrestre.

Vedi anche: L'INFLUENZA DELLE FASI LUNARI SULLA TERRA »






 

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